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	<title>Giacomo Fenocchio</title>
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	<description>Azienda agricola vitivinicola - il Barolo di Monforte D&#039;Alba</description>
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		<title>Citazione dal nostro consulente enologo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 07:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Emiliano Falsini ci cita http://www.emilianofalsini.it/category/blog/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Emiliano Falsini ci cita<a href="http://www.emilianofalsini.it/category/blog/"> http://www.emilianofalsini.it/category/blog/</a></p>
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		<title>Ein plein di valutazioni positive sulla &#8220;Guida Oro &#8211; I vini di Veronelli&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 13:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Filotto di valutazioni positive per i vini di Giacomo Fenocchio sulla classica Guida Veronelli: nessun vino al di sotto della lusinghiera valutazione di 87 punti (Roero Arneis e Dolcetto d&#8217;Alba), poi a scalare 88 punti per Langhe Nebbiolo e 89 per Langhe Freisa e Barbera d&#8217;Alba. I Barolo sono tutti oltre i 90 punti, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Filotto di valutazioni positive per i vini di Giacomo Fenocchio sulla classica Guida Veronelli: nessun vino al di sotto della lusinghiera valutazione di 87 punti (Roero Arneis e Dolcetto d&#8217;Alba), poi a scalare 88 punti per Langhe Nebbiolo e 89 per Langhe Freisa e Barbera d&#8217;Alba. I Barolo sono tutti oltre i 90 punti, in particolare 91 per il Cannubi 2007 e la Riserva Bussia 2005, e 92 per Bussia 2007 e Villero 2007. E scusate se è poco&#8230;</p>
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		<title>La collaborazione Fenocchio &#8211; Falsini citata dal Gambero Rosso</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 09:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su &#8220;Il buono della settimana&#8221;, newsletter on line del &#8220;Gambero Rosso&#8221;, bel post sulla collaborazione tra i due &#8220;territorialisti&#8221; Giacomo Fenocchio ed Emiliano Falsini per la valorizzazione del cru Castellero e la creazione di un nuovo Barolo da una selezione di più vigneti. Lo trovate qui: http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&#038;view=item&#038;id=293137:due-territorialisti-nel-nome-di-un-cru-il-castellero-&#038;lang=it&#038;Itemid=1]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su &#8220;Il buono della settimana&#8221;, newsletter on line del &#8220;Gambero Rosso&#8221;, bel post sulla collaborazione tra i due &#8220;territorialisti&#8221; Giacomo Fenocchio ed Emiliano Falsini per la valorizzazione del cru Castellero e la creazione di un nuovo Barolo da una selezione di più vigneti. Lo trovate qui: http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&#038;view=item&#038;id=293137:due-territorialisti-nel-nome-di-un-cru-il-castellero-&#038;lang=it&#038;Itemid=1</p>
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		<title>Langhe Nebbiolo 2009: un vino quotidiano che racconta una storia per Slow Wine</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 08:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella produzione di un’azienda vinicola, in linea di principio i vini “top” mostrano la potenzialità del lavoro del produttore (utilizzo delle uve provenienti dai vigneti meglio esposti e magari più anziani, particolare cura in vinificazione, ecc.); quindi, ricevere un riconoscimento per queste etichette costituisce qualcosa di quasi “atteso”, per quanto gradito. Al contrario, le etichette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella produzione di un’azienda vinicola, in linea di principio i vini “top” mostrano la potenzialità del lavoro del produttore (utilizzo delle uve provenienti dai vigneti meglio esposti e magari più anziani, particolare cura in vinificazione, ecc.); quindi, ricevere un riconoscimento per queste etichette costituisce qualcosa di quasi “atteso”, per quanto gradito. Al contrario, le etichette “base” (i vini d’annata della denominazione di riferimento, oppure prodotti in tirature più consistenti e a prezzi più abbordabili), mostrano il vero e proprio &#8220;valore&#8221; dell’azienda: anno dopo anno, indipendentemente dall’andamento vendemmiale, deve essere garantito un livello qualitativo sicuro ed affidabile, con la serietà del lavoro nel vigneto e la precisione delle operazioni di cantina, senza potersi permettere riduzioni delle rese draconiane, super-selezioni, ecc.<br />
E’ quindi particolare piacere che accogliamo il riconoscimento di “Vino Slow” sulla Guida “Slow Wine” 2012 al Langhe Nebbiolo 2009 di Giacomo Fenocchio. I “Vini Slow”, come spiega l’amico degustatore Fabio Pracchia sul blog Slowine “Sono le nostre etichette del cuore, per essere molto semplici e per una volta, forse un po’ banali, si tratta di quelle bottiglie che tutti noi collaboratori di questa guida, se fossimo invitati a una cena, porteremmo in dono. Non solo perché si tratta di vini dalle qualità organolettiche eccellenti, ma perché aprendole potremmo raccontare una storia, a volte curiosa, altre volte commovente, ma che avrà come protagonisti i volti e le mani di viticoltori dalla grande sensibilità agricola.” Che un grande Nebbiolo sia tale anche perché esprime una precisa identità territoriale possiamo darlo per scontato, ma che questo avvenga per un vino “base” scontato non è affatto, e l’azienda ha tutti i motivi per esserne fiera.</p>
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		<title>La Moneta di Slow Food: premio alla convenienza ma anche alla qualità</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 10:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Guida &#8220;Slow Wine&#8221; edizione 2012 ha inserito Giacomo Fenocchio nel novero delle aziende premiate con la &#8220;Moneta&#8221;: Come spiega Fabio Pracchia, degustatore di Slow Wine: &#8220;La Moneta è stata assegnata a quelle cantine che non solo ci hanno proposto vini di altissimo livello qualitativo, ma che hanno prezzi molto concorrenziali su tutte le etichette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Guida &#8220;Slow Wine&#8221; edizione 2012 ha inserito Giacomo Fenocchio nel novero delle aziende premiate con la &#8220;Moneta&#8221;: Come spiega Fabio Pracchia, degustatore di Slow Wine: &#8220;La Moneta è stata assegnata a quelle cantine che non solo ci hanno proposto vini di altissimo livello qualitativo, ma che hanno prezzi molto concorrenziali su tutte le etichette che ci hanno fatto degustare. Se proprio vogliamo vederla da un certo punto di vista, quello di un appassionato vero con non troppi spiccioli in tasca, la Moneta è il simbolo più intrigante di Slow Wine.&#8221; Un riconoscimento che non può che far piacere ad un&#8217;azienda che della qualità offerta ad un prezzo &#8220;congruo&#8221; ha fatto la sua bandiera.</p>
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		<title>L&#8217;AIS premia il Villero</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 08:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ambito riconoscimento per il Barolo "Villero" 2007: la Guida DuemilaVini 2012 ha conferito la massima valutazione dei "5 grappoli"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ambito riconoscimento per il Barolo &#8220;Villero&#8221; 2007: la Guida DuemilaVini 2012 ha conferito la massima valutazione dei &#8220;5 grappoli&#8221; a questo Barolo potente e strutturato, proveniente da una vigna di 60 anni dalle rese bassissime. Un premio ad un vino classico destinato a durare nel tempo.</p>
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		<title>I nostri vini su Decanter</title>
		<link>http://www.giacomofenocchio.com/2011/07/20/i-nostri-vini-su-decanter-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 07:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Barolo Bussia ed il Barolo Cannubi (2006) hanno conquistato le tre stelle della prestigiosa rivista Decanter in un tasting pubblicato nell&#8217;ultimo numero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Barolo Bussia ed il Barolo Cannubi (2006) hanno conquistato le tre stelle della prestigiosa rivista Decanter in un tasting pubblicato nell&#8217;ultimo numero.</p>
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		<title>Blind tasting, day 3: Villero wins the day</title>
		<link>http://www.giacomofenocchio.com/2011/06/01/blind-tasting-day-3-villero-wins-the-day/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 16:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Went through 62 Barolos today (all tasted blind). We’ll be tasting over 150 wines from the acclaimed 2007 vintage, subdivided into production zones. Today, wines from Verduno, Barolo and Castiglione Falletto. I love Verduno wines: they are so fresh, elegant and distinctive. All were a joy to drink, especially the Burlotto Acclivi and Castello di Verduno Massara, one of the very [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Went through 62 Barolos today (all tasted blind). We’ll be tasting over 150 wines from the acclaimed <strong>2007 vintage</strong>, subdivided into production zones. Today, wines from <strong>Verduno</strong>, <strong>Barolo</strong> and <strong>Castiglione Falletto</strong>. I love Verduno wines: they are so fresh, elegant and distinctive. All were a joy to drink, especially the <a href="http://www.burlotto.com/">Burlotto</a> Acclivi and <a href="http://www.castellodiverduno.it/">Castello di Verduno</a> Massara, one of the very best Barolo buys. I’ll talk more about this tomorrow when I go to Verduno for a special tasting.</p>
<p>Barolo from Barolo town is usually the appellation’s most elegant, with a distinctive red fruit bouquet and soft tannins. In warmer vintages such as 2003 and 2006, however, it’s prone to overripeness and many wines can taste rather flat. It’s not the case in 2007, a vintage that allies attractive ripe fruit with good freshness, although there are not so many great wines – perhaps fewer that I expected from <em>grands crus</em> like <strong>Cannubi</strong> or <strong>Brunate</strong>. My top picks are <a href="http://www.barolodibarolo.com/inglese/scheda.asp?id_azienda=62&amp;tipo=caratteristiche">Giuseppe Rinaldi</a> Brunate–Le Coste (my favourite winemaker, and even blind tasting cannot obliterate that), <a href="http://www.marcarini.it/">Marcarini</a> Brunate, and <a href="http://www.rinaldifrancesco.it/">Francesco Rinaldi</a> Cannubbio.</p>
<p>On the whole, Castiglione Falletto has fared definitely better in 2007. The wines have some extra freshness and minerality that make them more engaging. The top vineyard of the vintage so far appears to be <strong>Villero</strong>. From the five Villeros on tasting I’ve given top marks to three: <a href="http://www.corderodimontezemolo.it/">Cordero di Montezemolo</a> Enrico VI,<a href="http://www.liviafontana.it/">Livia Fontana</a>, and <a href="http://www.giacomofenocchio.com/">Giacomo Fenocchio</a>. Another superexciting wine is<a href="http://www.roccheviberti.it/">Roccheviberti</a> <strong>Rocche di Castiglione</strong>. In a time when huge extraction still is the fashion to many Barolo producer Claudio Viberti is making outstandingly elegant wines.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>2007 Barolo: Initial Thoughts on an impressive vintage</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 16:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[I have just returned from a 10-day trip to the Langhe in Piemonte where I was able to taste soon-to-be released bottlings of three wine types produced entirely from the Nebbiolo grape: Roero Rosso (the new bottlings from 2008), Barbaresco (2008) and Barolo (2007). This was the Nebbiolo Prima event in Alba, organized for several [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I have just returned from a 10-day trip to the Langhe in Piemonte where I was able to taste soon-to-be released bottlings of three wine types produced entirely from the Nebbiolo grape: Roero Rosso (the new bottlings from 2008), Barbaresco (2008) and Barolo (2007). This was the Nebbiolo Prima event in Alba, organized for several dozen journalists (as well as some retailers) from around the world. I wrote about 2008 Barbaresco <a href="http://learnitalianwines.wordpress.com/2011/05/10/2008-barbaresco-initial-thoughts/">last time out</a> – in this post, I will deal with 2007 Barolo.</p>
<p>First and foremost, this is a very good to excellent vintage, but not one I think can be defined as great. 2007 was a warm year to be sure and the wines have impressive ripeness and very good acidity. The wines are balanced and in some cases, quite approachable now, a trait not seen in the 2006 Barolos. However, that year’s Barolos displayed much deeper concentration along with more firm tannins; the 2006 Barolos are wines for 10-15 years down the road, with many of them peaking in 20-30 years. While there are a few bottlings of 2007 Barolo that will drink well at 25 years of age (such as Pio Cesare “Ornato” and the Renato Ratti “Rocche”), I believe most of these wines will peak at 15-20 years of age, which is for the most part, a typical timeframe for a very good Barolo vintage.</p>
<p>So while 2007 is not a great vintage, it is most certainly an appealing one. Several producers told me that they expect these wines to sell very well, as they have such<strong>forward fruit as well as round, elegant tannins</strong>. This is the thing to remember about the quality and characteristic of this vintage; unlike 2006 which needs time, these wines can be enjoyed in the near term. This is important, as there are many wine drinkers who are curious about Barolo, especially this particular vintage, which will no doubt receive very good press. 2006 may be a more classic Piemontese vintage (and one I think is outstanding), but for many wine lovers who do not drink Barolo on a regular basis – or for those interested in discovering Barolo for the first time – 2007 is a vintage that will offer ample pleasure.</p>
<p>As for the individual communes themselves, Verduno performed brilliantly. This is not one of the larger communes of the Barolo zone, but the quality of wines from this small area was remarkably high. There were five wines in the tasting from Verduno and I awarded three of them a 4-star (excellent) rating with one wine receiving three stars (very good) and one wine – the <strong>Fratelli Alessandria “Monvigliero”</strong>- receiving my top rating of five stars – outstanding. This wine has lovely perfumes – my notes refer to orange pekoe tea, strawberry jam and cedar – and there is beautiful depth of fruit with ideal sturcture. This is a wine that should be at its peak in 20 years – or perhaps longer. The wines from Verduno are not the most powerful of the Barolos, but they are among the most seductive. The producers here, such as <strong>Burlotto</strong><strong> </strong>and <strong>Castello di Verduno</strong> have been performing at a high level for years, so it’s nice to see their success in 2007.</p>
<p>The commune of La Morra is home to a higher percentage of Barolo vineyards than any other, so naturally there were many bottlings offered at this event. To no surprise, the wines of <strong>Renato Ratti</strong> were among the very best, especially the<strong>“Conca”</strong><strong> </strong>and <strong>“Rocche”</strong><strong> </strong>bottlings. Both wines offer marvelous aromas of red cherry, orange peel and plum with nicely integrated wood notes backed by an impressive mid-palate. These wines are almost as deeply concentrated as their 2006 counterparts – not quite, but almost – and offer beautiful acidity. These are built for the long haul – I marked down “25 years plus” for the Conca and “30 years” for the Rocche. Pietro Ratti has done a marvelous job following in his father’s footsteps and has been producing some of the finest and most consistent Barolos of the past decade; these bottlings from 2007 are further evidence.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I nuovi Barolo, Barbaresco e Roero</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 16:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La settimana scorsa abbiamo partecipato a Nebbiolo Prima, ossia l’anteprima mondiale di degustazione del Barolo, Barbaresco e Roero: il vitigno Nebbiolo nelle sue diverse espressioni. Cioè i vini più longevi e nobili di’Italia. La manifestazione riunisce venditori, importatori, sommelier, pennaioli e critici da tutto il mondo. È organizzata dall’Unione Produttori Vini Albesi, che dal 1973 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana scorsa abbiamo partecipato a Nebbiolo Prima, ossia l’anteprima mondiale di degustazione del Barolo, Barbaresco e Roero: il vitigno Nebbiolo nelle sue diverse espressioni. Cioè i vini più longevi e nobili di’Italia.</p>
<p>La manifestazione riunisce venditori, importatori, sommelier, pennaioli e critici da tutto il mondo. È organizzata dall’Unione Produttori Vini Albesi, che dal 1973 ha rimesso nell’uso la caratteristica e autoctona bottiglia Albeisa, dopo che per due secoli era stato sostituita da bottiglie di foggia francese (Bordolese e Bogognotta) in quanto più economiche e regolari.</p>
<p>Così, dopo essere sopravvissuti all’assaggio di qualche centinaio di vini, in 5 giorni e altrettante cene, possiamo tentare qualche giudizio:</p>
<ul>
<li>l’annata 2007 (l’avevamo già <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/16/la-prima-del-nebbiolo/77147/" target="_blank">scritto</a>) è stata calda ma i vini prodotti non sono cotti, ma maturi, nel senso di pronti ad essere bevuti. I vini 2007 non hanno la complessità dei 2006, e nemmeno avranno la loro longevità, ma hanno una considerevole piacevolezza, e già da non pochi mesi. Bisogna approfittarne.</li>
</ul>
<ul>
<li>L’annata 2008 non è stata calda, ma irregolare e a tratti piovosa, e ha richiesto lavoro in vigna oltre che pazienza nella vendemmia. I vini 2008 sono variabili, con acidità spiccata, nei migliori casi combinata a un bel corpo pieno. Talora austeri, talora espressivi, sono comunque meno pronti dei 2007. I migliori 2008, però, paiono più complessi dei migliori 2007.</li>
</ul>
<p>BAROLO 2007: nonostante le voci contrarie, primeggiano ancora le interpretazioni barricate dei vini che, in un’annata in cui non è mancata l’alcolicità, riescono poco piacevoli, oltre che poco riconoscibili.</p>
<p><strong>I migliori</strong><br />
Bartolo Mascarello;<br />
Giuseppe Rinaldi “Brunate Le Coste”<br />
Cavallotto “Bricco Boschis”<br />
Guido Porro “Vigna S.Caterina”<br />
Giacomo Fenocchio “Villero”</p>
<p><strong>Molto buoni</strong><br />
Giuseppe Rinaldi “Cannubi-San Lorenzo Ravera”<br />
Burlotto “Vigneto Cannubi”<br />
Giacomo Fenocchio “Bussia”<br />
Francesco Rinaldi “Le Brunate”</p>
<p><strong>Buoni</strong><br />
Castello di Verduno “Massara”<br />
Giacomo Brezza “Cannubi”<br />
Marcarini “La Serra”<br />
Massolino “Parafada”<br />
Borgogno F.lli “Cannubi”</p>
<p>BAROLO RIOSERVA 2005: una ventina i vini Riserva da un’annata non facile e piovosa. Molto buoni il “Vignolo” di Cavallotto e il “Monvigliero” del Castello di Verduno. Buona la Riserva 2005 di Livia Fontana.</p>
<p>BARBARESCO 2008: certamente non pronti, vini ancora spigolosi, è stato difficile destreggiarsi fra acidità e tannini, accentuati dalle solite e pacchiane tostature di barricche.</p>
<p><strong>I migliori</strong><br />
Rizzi “Nervo Fondetta”</p>
<p><strong>Buoni</strong><br />
Castello di Verduno “Rabajà”<br />
Cortese “Rabajà”<br />
Castello di Neive “Santo Stefano”<br />
Castello di Neive “Gallina”<br />
F.lli Giacosa Basarin”<br />
Albino Rocca “Ronchi”<br />
Moccagatta “Bric Balin”<br />
Rattalino “42”<br />
Cascina delle Rose “Tre Stelle”</p>
<p>BARBARESCO RISERVA 2006: poco più di una decina i Riserva in assaggio, da una bellissima annata, che ha dato vini austeri ma equilibrati e longevi, oltre che deliziosi. Cominciano a esprimersi ora. Il migliore assaggiato è la Riserva “Santo Stefano” del Castello di Neive.</p>
<p>Roero: i vini del Roero migliorano, nonostante l’annata 2008 sia stata spigolosa. Le Riserve del 2007 presentate non ci hanno pienamente convinto.</p>
<p>I migliori 2008:<br />
Cascina Val del Prete<br />
Cascina Ca’ Rossa “Audinaggio”</p>
<p>All’anteprima mancavano alcune delle più celebri aziende vinicole d’Italia, che recensiremo in uno dei prossimi articoli: Giacomo Conterno, Angelo Gaja, Giuseppe Mascarello, Roberto Voerzio, Sandrone, Aldo Conterno e, non ultimo, Bruno Giacosa. I Giacosa, qualche giorno fa, hanno deciso di riprendere la collaborazione con Dante Scaglione che aveva affiancato per tanti anni il grande Bruno in cantina fino al 2008, per poi essere sostituito da Giorgio Lavagna. Il ritorno di Scaglione fuga ogni dubbio e timore sul cambiamento di stile di quelli che sono fra i più eccellenti vini (Barolo e Barbaresco su tutti) mai prodotti in Italia. Bruno Giacosa è un faro per tutta l’enologia e l’estetica enogastronomica. Il suo 1964 Barbaresco Santo Stefano Riserva etichetta rossa, assaggiato un mese fa a Los Angeles assieme ad altri vini rarissimi, è semplicemente magnifico.</p>
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